Tassa di soggiorno: quali obblighi per i proprietari di case vacanze?

La tassa di soggiorno è un obbligo sia per i proprietari delle strutture ricettive che per i turisti: vediamo di cosa si tratta e quali sono gli obblighi per i proprietari per non incorrere in sanzioni.

Con il termine tassa di soggiorno ci si riferisce ad un imposta comunale, introdotta nella legislazione italiana nel 2011 con un Decreto nell’ambito della riforma sul federalismo fiscale, che viene applicata ai turisti o comunque ai clienti delle strutture ricettive che vi soggiornano per più notti.

Dal 2017, inoltre, grazie ad una modifica la Decreto Legislativo sopra citato, anche chi decide di affittare una proprietà attraverso portali come Booking.com o AirBnB è tenuto a far pagare questa tassa. Vale, dunque, tanto per le case vacanze, come per gli hotel, per i bed and breakfast e per affitti turistici brevi o strutture non professionali, e riguarda, inoltre, anche le città d’arte e di interesse storico-architettonico. Va da sé che il mancato pagamento comporta sanzioni amministrative e in alcuni casi anche penali, sia per i proprietari che per gli ospiti.

L’entità della tassa varia in base ai singoli Comuni, ai quali è lasciato l’arbitrio di esercitarne la riscossione attraverso il pagamento di una quota fissa o trattenendo una percentuale sul prezzo della prenotazione, sempre dentro il limite dei 5 euro per le case vacanze. Sono esenti dal pagamento dell’imposta bambini fino a 12 anni, over 65, persone affette da disabilità o patologie, i residenti nel medesimo Comune e il personale delle forze dell’ordine. Va, infine ricordato come alcuni comuni abbiano deciso di applicarla soltanto nei periodi di alta stagione, pertanto, sia i turisti che i proprietari dovrebbero ben informarsi.

 

COME SI CALCOLA LA TASSA DI SOGGIORNO

Per calcolare la cifra che, in qualità di proprietario, dovrai accertarti di trattenere ai tuoi ospiti, sarà sufficiente moltiplicare il numero degli ospiti per il numero di notti, per la tariffa comunale corrispondente (che puoi verificare sul sito del tuo municipio o recandoti personalmente negli uffici). L’ammontare dell’imposta, inoltre, varia anche a seconda del tipo di struttura: per una casa vacanze la cifra sarà inferiore se paragonata a quella di un hotel a cinque stelle.

 

QUALI SONO GLI OBBLIGHI PER I PROPRIETARI E COSA SI RISCHIA

Questo è un punto molto delicato per tutti i proprietari o gestori di case vacanze. Di fatti, essendo l’ospite la figura soggetta all’imposta, il responsabile del pagamento o meno della tassa di soggiorno è proprio il proprietario o gestore della struttura. Pertanto, sarai tu a dover ottemperare all’obbligo di versare al Comune la quota prevista.

Per i proprietari che non versano al Comune la somma già incassata dagli ospiti, o che effettuano un versamento parziale, è prevista una sanzione che varia dai 25€ ai 500€. Tuttavia, ricorda che omettere o falsificare un pagamento nei confronti di un ente pubblico, non costituisce solo reato amministrativo, ma anche penale. Quindi i proprietari che dovessero sottrarsi agli obblighi previsti da questa norma rischierebbero molto di più di una semplice sanzione economica. Ciò che dovrai fare per agire nella legalità è, innanzitutto informare adeguatamente i tuoi ospiti circa la voce di spesa in questione, sia che tratterrai una percentuale dalla prenotazione, sia che richiederai il versamento della somma corrispondente. In secondo luogo, sarai tenuto a dichiarare al Comune, ogni mese (entro il giorno 15 del mese successivo) il numero di ospiti che hanno soggiornato presso la tua struttura, per quante notti, l’imposta dovuta e gli estremi del versamento effettuato, attraverso apposito modulo.

SE L’OSPITE SI RIFIUTA DI PAGARE

Va ricordato, infine, che nel caso in cui l’ospite si rifiutasse di pagare l’importo dovuto, il proprietario non rischierebbe nulla, al contrario dell’ospite che invece rischierebbe la medesima sanzione tra i 25€ ai 500€. Ricorda che in circostanze di questo tipo, i visitatori che non vogliono pagare l’imposta di soggiorno dovranno compilare e firmare un apposito modulo previsto dai Comuni e nel quale si assumono la piena responsabilità del mancato pagamento.

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2019-02-21T10:22:20+00:00
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